curatore esposizioni di arte moderna e contemporanea CLAUDIO RIZZI : critico d'arte  




ESPOSIZIONI 2009

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ACQUISIZIONI 2009

Data: 22 febbraio - 13 aprile 2009
Sede: Maccagno (VA), Civico Museo Parisi-Valle, via Leopoldo Giampaolo 1
Patrocinio: Regione Lombardia e Provincia di Varese
Collaborazione: Comune di Maccagno e Civico Museo Parisi-Valle


L’ottica di un museo d’arte contemporanea non può risultare subalterna alle tendenze, alle mode, alle chimere. Deve svelare il panorama e incoraggiare la confidenza: di frequentazione, lettura e dialogo.
Il progetto “Acquisizioni”, decollato nel 2006 e ribadito sino ad oggi, conclude ora il suo percorso quadriennale affidando alle Raccolte in permanenza più di duecento opere riferite ad altrettanti artisti contemporanei.
Un esito rilevante e un bilancio di grande soddisfazione.
Le opere interpretano differenze e diversità di tecniche, espressioni e linguaggi ma testimoniano vitalità e fervore del tempo, tesi e antitesi, valori forti nel dibattito intellettuale e condivisi nel territorio. Animano tematiche e poetiche in ampio spartito, proiettano passato e futuro, accendono memoria e suggestione attuando un rapporto di partecipazione. Grazie alla consistenza della Raccolta, il Museo potrà intessere mostre a tema e rassegne didattiche attingendo al proprio patrimonio e operando in autonomia. Potrà concedere prestiti, diffondere, valorizzare e favorire iniziative esterne. Documentare in forma sinottica coralità e pluralità, geografia contemporanea dell’arte.
Acquisire significa crescere e il Museo Civico di Maccagno oggi si pone a pieno diritto tra le Istituzioni culturali di maggiore continuità nella programmazione, nella coerenza espositiva e nella realizzazione del programma, che prevedeva, come perno di forza nel tempo, il progetto “Acquisizioni”.
Un ringraziamento sentito deve indirizzarsi agli artisti, alla loro disponibilità e al liberale senso di partecipazione.
La condivisione di obiettivi e finalità, la stima dimostrata anche nell’assiduità di presenza, determinano un forte riscontro e indicano l’opportunità di una direzione solitaria e rara ma destinata a consolidarsi in futuro se confermata dalla perseveranza.
Il profilo del Museo ora concorre a determinare lo skyline di Maccagno, Comune non grande ma certamente maturato in questi anni, dotato oggi di importanti progetti a venire, di tessuto urbano sempre più rigoglioso, di un auditorium degno di blasonate città, di una nuova scuola d’arte e mestieri, di un grande complesso civico di aggregazione scientifica e culturale.
In questo contesto ha voluto crescere anche il Museo, offrendo il proprio contributo a una Comunità operosa che, per quanto oggi distratta dalla dialettica del quotidiano, potrà un giorno sentirsi orgogliosa dei propri gioielli.

Vengono presentate opere di:
Aldo Alberti, Valerio Anceschi, Simone Beck, Angelo Bertoglio, Angelo Giuseppe Bertolio, Giuseppe Bombaci, Claudia Canavesi, Michele Cannaò, Giuliano Cardella, Valentina Carnieli, Elisabetta Casella, Nino Cassani, Lorenzo Cazzaniga, Giancarlo Cerri, Giovanni Cerri, Piero Cicoli, Raffaele Cioffi, Gladys Colmenares, Alfredo Colombo, Luca Crippa, Michele Delisi, Massimo Falsaci, Davide Ferro, Ilaria Forlini, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Itala Gasparini, Marianna Gasperini, Remo Giatti, Marco Grimaldi, Fazio Lauria, N. Mandelli Contegni, Max Marra, Ruggero Marrani, Elena Mezzadra, Antonio Mignozzi, Gualtiero Mocenni, Mattia Montemezzani, Gaetano Orazio, Antonio Pacchiarini, Giovanna Pesenti, Gabriele Poli, Stella Ranza, Paola Ravasio, Clotilde Rinella, Brunella Rossi, Pietro Scampini, Paolo Schiavocampo, Emilio Tadini, Angelo Titonel.



Testo in catalogo di Claudio Rizzi:

Acquisizioni 2009

Due direzioni opposte. Il mercato e l’arte. Eppure dovrebbero essere concetti strettamente congiunti, visto che il termine esatto è “mercato dell’arte”. Ma gli interessi economici prevalgono sui valori artistici e il centro d’attenzione si sposta dal versante critico al riscontro venale.
Il concetto di investimento travalica l’inclinazione personale e la risonanza dei bollettini determina la direzione d’acquisto. Investimento: sì, con tanti auguri. Perché la sventolata della finanza nel 2008 dovrebbe insegnare qualcosa.
Moda, tendenze e collaudato sistema di sinergia tra mercanti fanno convergere le preferenze verso alcuni specifici artisti, considerati ormai come titoli di borsa più che autori di ricerca espressiva. Tutti gli altri, chi più, chi meno, in lista d’attesa.
Al considerevole numero di mercanti d’arte che alimentano una consolidata rosa di nomi radicati nel tempo, quasi una specie di archeologia moderna e contemporanea, corrispondono pochi galleristi impegnati nella proposta e nella divulgazione di altre e nuove personalità.
Un tempo le Gallerie d’arte si diversificavano e si nobilitavano nella “scuderia”. Si diceva così. E non era offensivo, perchè la scuderia non è una stalla e non ospita animali ma accoglie cavalli di razza, campioni. Ogni Galleria assisteva i propri campioni e, di norma, si indirizzava a una corrente, a un gruppo, determinando la qualità del nucleo.
Questo oggi esiste ben di rado. È limitato dunque il palcoscenico per instaurare dialogo con il grande pubblico, per mostrare la contemporaneità pulsante, l’attualità, fervore, ricerca, vizi e virtù.
Il mondo procede e nel mondo anche l’arte. Se mercanti e galleristi, che nella sfera del privato godono piena facoltà di determinare indirizzi e operato, non aprono una piazza d’incontro, occorre che altri provvedano.
Il museo, tanto più se di estrazione civica e di vocazione all’arte contemporanea, deve farsi carico di questo compito, naturalmente esercitando forte attenzione critica e selezione dei contenuti.
In questo senso si sviluppano le sinergie tra Pubblico e Privato, tra Istituzioni e Cittadini, tra dire e fare.
Il museo testimonia un’epoca e dalla sintassi dell’arte si legge il tessuto sociale. Non si tratta solo di luogo del bello ma di culla della cultura intesa come intreccio di rapporti e collegamenti tra discipline, comparti, tesi e antitesi della quotidianità.
L’approccio migliore è denotato dai bambini che, nella spontaneità di percezione, intessono dialogo immediato ed esprimono correlazioni libere dal pregiudizio del gusto e dalle singole conflittualità dell’adulto.
Un’ Amministrazione intelligente, ed è il caso verificatosi a Maccagno in questi anni, non ha obbligo di gestire direttamente il settore cultura ma ha l’autorità per promuoverla e sostenerla riconoscendone l’importanza nonostante la subalternità alle esigenze primarie e inderogabili della collettività.
Dinnanzi ai temi prioritari di una comunità, l’argomento cultura può configurare una fase di considerazione successiva ma propone sempre valori di connessione fondamentale consistenti non solo nella crescita civile ma anche nei risvolti d’immagine, turismo e indotto economico.
Ora, e sempre più, si valorizzano queste reciprocità di interesse e si attua una programmazione articolata ma unitaria.
Occorre tuttavia che i singoli comparti sviluppino maturità e autonomia di percorso: efficienza dei servizi, qualità della proposta, grado di concretezza.
In questa ottica il museo civico deve porsi non come corollario ma quale fulcro di rinomanza, promotore attivo ed emblema del territorio.
Non può ridursi a semplice contenitore, salone delle feste oppure oratorio dei notabili. Non avrebbe alcun senso né alcun valore nella strategia di sviluppo.
Si deve dotare di personalità forte, di capacità dinamica, di riconoscibilità nitida per risultare riferimento certo in proiezione geografica.
Occorrono progettualità, coerenza e contenuti.
Il patrimonio è fondamentale. Un museo ricco nelle proprie Raccolte disporrà sempre di capacità propositive e di valori autonomi. Un contenitore dipendente da occasionalità e fattori esterni sarà sempre uno scatolone a rischio della propria muffa.
Il nostro Museo, consapevole di queste ed altre considerazioni, ha affrontato una strada ardita ma solare e, persino senza troppa fatica, ha costruito molto.
Ha operato una scelta precisa: conoscere e documentare la contemporaneità. Approfondire la lettura e monitorare il panorama per comprenderne i tratti essenziali. Decifrare l’evoluzione dell’arte attraverso la maturazione di strumenti e caratteri, coglierne gli aspetti lirici e strutturali, concetti e intonazioni, processi di rinnovamento e baluardi di resistenza.
Senza lasciarsi abbagliare dal riverbero dei nomi altisonanti, o cadere nella retorica del già visto o emulare mode e dettati del mercato, il Museo ha allestito mostre tematiche di ampio respiro e mostre monografiche dedicate a personalità di sicuro profilo. Ha selezionato e proposto delineando una intensa sequenza di espressioni artistiche, ha evidenziato differenze e diversità indicando come la pluralità determini la sinfonia dell’attualità. E, in parallelo al calendario espositivo, a conferma della propria identità, ha operato un ragguardevole incremento delle Raccolte.
Il progetto quadriennale “Acquisizioni”, quando venne varato, nel 2006, appariva ad alcuni come ambizioso e difficile; invece si è dimostrato subito calzante e condiviso, accolto con favore da artisti, collezionisti e frequentatori dell’arte. Pertinente alle attese e alle necessità, si è svolto con semplicità e successo.
Alcuni artisti erano già dotati di ampia notorietà ma hanno comunque aderito con il piacere della partecipazione. Altri hanno gradito e i più giovani hanno compreso il piacere di ritrovarsi con i più esperti.
Oggi il Museo beneficia di ulteriore motivo di distinzione: non solo l’idea coraggiosa della propria architettura sull’acqua né il considerevole lotto di opere appartenente alla donazione iniziale ma un nuovo e ricco patrimonio consistente in più di duecento opere che testimoniano tecniche, poetiche e linguaggi che concorrono in coro a scandire l’arte nel nostro tempo e nel nostro territorio.
Così, come recitano le favole, “vissero tutti felici e contenti”.

Claudio Rizzi





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